Linux Day Salerno 2015

Linux Day Salerno 2015

Ieri si è tenuta la tappa Salernitana del più grande evento italiano per la promozione e la diffusione del software libero, il Linux Day Salerno 2015, organizzata da HCSSLUG, lo GNU/Linux User Group dell’Università degli Studi di Salerno.

Uno degli organizzatori dell’evento, Carmine De Rosa, e i vari talkers sono stati così gentili da rispondere a delle semplici domande.

Simone, ci hai parlato di Command Line. Come si inquadra nel mondo di Linux?

Il mio talk nel mondo Linux rappresenta praticamente parte delle basi che un Linux user deve avere. Illo tempore Linux era fatto solo di command line, partendo dall’installazione fino all’uso quotidiano, non essendo realmente user-friendly. Oggi è molto più user-oriented per quanto riguarda il comparto desktop. Gli utenti alle prime armi generalmente tendono ad evitare la CLI ma non c’è niente di più sbagliato. Tendenzialmente la CLI aiuta l’utente a maturare una conoscenza maggiore del proprio sistema, io consiglio sempre di approcciarsi il prima possibile alla shell, un po’ di dedizione permette una maggior velocità di utilizzo in futuro.

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Giuseppe, ci hai parlato di PHP 7. Come si inquadra nel mondo di Linux?

PHP è uno dei linguaggi più utilizzati nel mondo open source, soprattutto per la creazione di siti web. Qualsiasi hosting ha PHP, soprattutto quelli gratuiti. Questo permette a tutti la creazione di un sito demo in PHP per farsi un’idea prima di passare a qualcosa di più impegnativo. Sicuramente anche questo articolo è su qualcosa scritto in PHP, dato che molti CMS, come WordPress e Drupal, sono scritti in questo linguaggio. Il vantaggio di usare PHP è che hai a disposizione server PHP su servizi gratuiti come Altervista o Netsons. Volendo usare Java dovresti comprare un server privato e configurarlo.

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Gianguido, ci hai parlato di Go. Come si inquadra nel mondo di Linux?

Con Go, hai a disposizione un nuovo linguaggio di programmazione che ti permette di scrivere software con la stessa facilità di un linguaggio dinamico ma che tira fuori codice macchina. Questo significa che adesso il mondo è aperto alla scrittura di software per Linux in maniera molto più semplice e veloce e con prestazioni che si avvicinano a quelle del C.

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Gianluca, ci hai parlato di Apache Hadoop. Cosa sono i Big data e come si inquadra il tutto nel mondo di Linux?

Attualmente siamo nella società dei Big data, ossia la raccolta e memorizzazione di grossi volumi di dati. Diventa quindi necessario adoperare uno strumento in grado di memorizzare, gestire e processare questa miriade di dati in maniera efficiente e veloce. Per questo motivo molte compagnie nel mondo usano strumenti di elaborazione (composti da migliaia di computer) basati sul framework Apache Hadoop. La lista delle aziende che usano tale strumento è molto lunga. Questo testimonia come i software open source siano una struttura portante della società odierna. Anche senza saperlo, noi usiamo servizi web che si basano proprio su Apache Hadoop per memorizzare, gestire e processare le informazioni. Visto che ci sono parecchie compagnie che usano questo strumento, è difficile anche selezionare i problemi che possono essere risolti con tale approccio. Realmente, il mio gruppo di ricerca, guidato dal Prof. Giuseppe Cattaneo, ha utilizzato un piccolo cluster Hadoop per risolvere in maniera veloce ed efficiente il problema della Source Camera Identification (SCI), ossia associare ad una immagine digitale, la specifica fotocamera che l’ha scattata (anche distinguendo tra camere della stessa marca e modello). A titolo d’esempio, un piccolo un esperimento che ha impiegato circa 5 giorni su un server di fascia alta, ha richiesto solo 5 ore su cluster di 32 PC di fascia molto bassa. Questo evidenzia come si possa fare High Performance Computing (HPC) anche usando materiale hardware di fascia bassa coadiuvato dall’uso di questi strumenti open source.

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Luigi, ci hai parlato di Password Grafiche. Come si inquadra nel mondo di Linux?

Nei Linux Day, sin dalle origini di questa iniziativa, si sono sempre affiancati ai talk di carattere pratico da smanettoni anche talk su argomenti che riguardano l’informatica in senso lato, a tal proposito ho parlato di password grafiche. Non c’è niente di più semplice da utilizzare di una password alfanumerica, quindi per le applicazioni più critiche si è pensato di utilizzare qualcosa di diverso, dalle misure biometriche al riconoscimento facciale o dispositivi come le smart card per l’home banking.

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Carmine, ci hai parlato di Processing. Come si inquadra nel mondo di Linux?

Processing, innanzitutto, è open source e ha contribuito ad avvicinare il mondo dell’Arte a quello di Linux e dell’Open source. In passato, gli artisti multimediali utilizzavano applicazioni chiuse e molto costose, soprattutto su Mac. Con Processing hanno a disposizione uno strumento da poter utilizzare anche con macchine poco costose, e beneficiare della classica community che c’è dietro ogni progetto open source a contribuire alle decisioni sullo sviluppo.

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Mo{ve}dulation @ LinuxDay Salerno 2015Breve dimostrazione pratica che ha preceduto il talk su Processing ... HcssLUG - Linux Users Group Salerno

Carmine, cosa rappresenta per l’HCSSLUG il Linux Day?

Il Linux Day, trovandosi all’inizio dell’anno accademico (fine Ottobre), è sempre il nostro evento d’apertura ed è, oltre agli eventi che facciamo durante l’anno, un’opportunità per avvicinarsi ai nuovi ragazzi. Si tratta di una iniziativa-contenitore dove si dà una vetrina ampia dell’Open source a quelle che saranno le nuove leve per avvicinarle all’hacking. Quest’ultimo non va inteso nell’accezione mediatica del termine di pirateria informatica ma nel senso di ciò che spinge a smontare qualcosa per comprenderne il funzionamento, la voglia di scoperta, che è la base della ricerca.

I contenuti di questa edizione erano molto ricchi ma mancava la classica Installation Party. Come mai?

Abbiamo provato in passato, come molti LUG, a fare una prima parte più filosofica, discorsiva, su cosa sia Linux, su come nasce e quali sono le varie distribuzioni, ma negli anni l’abbiamo eliminata. Oramai per fortuna c’è un po’ di consapevolezza in più. Quasi tutti sanno che c’è qualcosa che non è Windows, non è Mac, che è Linux. Le persone sanno che ci sono delle alternative e cominciano ad informarsi per conto proprio.

C’è da dire che comunque oggi, a differenza degli anni passati, è più semplice installare Linux. Ci sono delle distribuzioni per cui bastano davvero pochi click per installarle. Per chi vuole andare più nello specifico, diventa riduttivo spendere tempo per l’installation party, dopotutto siamo in un ambito universitario, quindi abbiamo cercato di fare pochi talks che fossero più interessanti e tecnici possibili per evitare di annoiare le persone e abbiamo registrato una buona affluenza. Le installazioni verranno comunque fatte in un evento separato a Dicembre, la cui data è ancora da fissare.

Qual è la strategia che avete adottato per la promozione di GNU/Linux e del software libero?

C’è da premettere che nel mondo di Linux ci sono due macrocategorie: i tecnici e i filosofi. La filosofia che c’è alla base del software libero è fondamentale poiché, senza, non ci sarebbe né il software libero né tutto quello che ha comportato. Quanti sanno che, a distanza di una settimana da Steve Jobs, è morto il padre del linguaggio C e dei sistemi UNIX, Dennis Ritchie, senza il quale i Mac, ad esempio, non sarebbero mai esistiti?

Noi ci definiamo tecnici. Cerchiamo di far capire alle persone tutto quello per cui il software libero ha contribuito ma ci concentriamo anche sugli aspetti pratici. L’utilizzo di Linux non è limitato al discorso filosofico: conviene usarlo perché sai quello che fai, puoi modificare quello che vuoi, hai accesso al codice sorgente quando e come vuoi, hai la possibilità di capire cosa succede ad ogni tuo click. Sono cose che con altri sistemi non puoi avere.

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24 October 2015